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Sintomi? Ascoltiamo gli allarmi!


12 maggio 2016
[benessere]

Il mondo occidentale sembra avere una visione molto precisa del ruolo della medicina, deputata a combattere i sintomi delle patologie che ci affliggono. Questi sintomi influenzano non poco la nostra quotidianità: iniziamo a preoccuparci della nostra salute solo in presenza di sintomi, ci rivolgiamo ai medici per contrastare la manifestazione dei sintomi, assumiamo farmaci per eliminare sintomi specifici. 


Sintomi? Ascoltiamo gli allarmi!

Ma raramente ci interroghiamo su cosa rappresentino questi sintomi che tanto ci affanniamo a combattere e su quale possa esserne la causa!  alcune  ricerche danno dei sintomi una visione molto interessante...
 
I sintomi sarebbero la manifestazione di una determinata situazione di difficoltà che il nostro organismo sta fronteggiando. Non costituirebbero quindi "il problema in sé", piuttosto andrebbero visti come un segnale che ci avvisa dell'esistenza di un problema...

Secondo questa visione,  spegnere i sintomi avrebbe la stessa utilità dello spegnere un allarme antincendio mentre le fiamme divampano! Se lo facciamo per estinguere il fuoco senza essere assordati dalla sirena può avere un senso, ma se non sentendo più la sirena pensiamo di aver risolto il problema potremmo ritrovarci carbonizzati ;)

La febbre ne è un buon esempio. Siamo abituati a percorrere un'unica strada per affrontare uno stato febbrile: assumere un farmaco che abbassi la febbre per tornare operativi il prima possibile.  Ma siamo certi che la febbre debba essere sempre e comunque  "spenta"? Ovvero, siamo certi che il problema sia la febbre? E se la febbre fosse invece la soluzione messa in atto dal nostro organismo (che dopo millenni di evoluzione sembra aver capito come sopravvivere nonostante  i nostri  ripetuti tentativi di metterlo alla prova) per affrontare qualcos'altro?

Lo stato febbrile induce un incremento della temperatura interna e rende più fluidi i tessuti corporei. Queste condizioni aiutano, per esempio, a contrastare un'infezione in corso. La febbre si accompagna inoltre ad una sensazione di debolezza, che ci porta naturalmente a rallentare il ritmo, a riposarci, favorendo l'azione intrapresa dall'organismo e il processo di recupero. La febbre può essere, insomma, un meccanismo di difesa sensato.

Non sempre abbassare la febbre è quindi la strategia migliore da intraprendere, anzi, forzare la nostra temperatura verso livelli "normali", può significare:

  • contrastare uno stato febbrile che il nostro organismo ha speso energie per ottenere e che è stato ricercato per una precisa finalità;
  • contrastare un processo di auto guarigione di cui potremmo non essere neppure a conoscenza, con il rischio di interromperlo o addirittura ostacolarlo, scatenando ulteriori sintomatologie;
  • affaticare il fegato che dovrà liberarsi dei farmaci introdotti.

Ovviamente ogni situazione è a sé stante, nei casi di febbre alta e/o prolungata è opportuno ricorrere tempestivamente all'esperienza di un medico e ai farmaci che ci saranno prescritti. Ma l'assunzione di farmaci andrebbe sempre adeguatamente soppesata e, salvo casi particolari, dovrebbe costituire l'eccezione e non la regola.

E se i sintomi causassero un disagio lieve, perché non provare le cure naturali? Un confronto con il nostro medico e/o il nostro farmacista può permetterci di individuare il trattamento più adatto alla situazione. Per supportare l'organismo nel processo di auto-guarigione e alleviare il fastidio, la natura ci offre una sfilza di rimedi che possono rivelarsi ottime alternative ai farmaci tradizionali! :)