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L’abbronzatura non si conquista. Si merita.

Alimentazione, antiossidanti e protezione solare: la prevenzione del fotoinvecchiamento comincia molto prima di esporsi al sole

Chi vive la montagna lo sa bene: il sole della Valle d’Aosta non è quello della spiaggia. Salendo di quota, l’atmosfera diventa più limpida e la quantità di radiazioni ultraviolette che raggiunge la pelle aumenta. È una caratteristica del nostro territorio che rende ancora più importante imparare a vivere il sole con intelligenza.

Ogni estate arriva la stessa domanda: esiste una dieta che favorisca l’abbronzatura? La risposta è sì, ma non nel modo che molti immaginano.

Non esiste un alimento capace di regalare un’abbronzatura perfetta. Esiste, invece, un’alimentazione che aiuta la pelle ad affrontare meglio lo stress provocato dall’esposizione solare. Verdure di stagione, pomodori, carote, albicocche e altri frutti ricchi di carotenoidi, vitamine e polifenoli rappresentano un valido supporto nel contrastare lo stress ossidativo indotto dai raggi ultravioletti.

È però opportuno evitare un equivoco sempre più frequente. La frutta è un alimento prezioso, ma contiene anche fruttosio, uno zucchero naturale. Durante l’estate è facile eccedere con macedonie, succhi e centrifugati, dimenticando che anche un eccesso di zuccheri può favorire i processi di glicazione, responsabili di alterazioni delle fibre di collagene ed elastina e, nel tempo, di un’accelerazione del fisiologico invecchiamento cutaneo. Ancora una volta, è l’equilibrio a fare la differenza.

Nel lavoro di formulazione ho imparato a considerare la fotoprotezione come un sistema integrato. Per questo, accanto a un complesso di filtri solari minerali e organici, ho scelto di associare sostanze funzionali ad azione antiossidante e lenitiva, tra cui gli estratti di stella alpina coltivata in alta quota. L’obiettivo non è soltanto limitare gli effetti delle radiazioni ultraviolette, ma contribuire a contrastare lo stress ossidativo indotto dall’esposizione solare e a preservare l’integrità della barriera cutanea.

La stella alpina è un piccolo capolavoro della natura. Cresce in un ambiente dove il sole, il vento e le escursioni termiche mettono quotidianamente alla prova la sua capacità di adattamento. Per questo ha sviluppato un patrimonio di sostanze protettive che oggi la ricerca cosmetica valorizza per sostenere i naturali meccanismi di difesa della pelle. È proprio osservando la natura che, spesso, impariamo a formulare meglio. Ancora una volta è la natura a suggerire la strada: proteggersi è sempre più efficace che riparare.

Anche la ricerca nutrizionale continua a evolversi. Merita una citazione il collagene idrolizzato, sul quale alcuni studi suggeriscono un possibile ruolo di supporto nel mantenimento dell’elasticità cutanea. È un ambito promettente che può affiancare, ma mai sostituire, una corretta alimentazione e un’adeguata protezione solare.

La cosmetica più moderna non cerca di sfidare la fisiologia della pelle: cerca di rispettarla e di sostenerla. La prevenzione non è mai il gesto più appariscente. È semplicemente quello più intelligente.

È proprio per questo che considero la protezione solare il cosmetico più importante dell’estate. Non impedisce l’abbronzatura, come ancora qualcuno crede. Al contrario, permette alla pelle di adattarsi gradualmente al sole, riducendo il rischio di eritemi, fotoinvecchiamento e danni cumulativi.

Se posso permettermi un consiglio, è questo: scegliete con la stessa attenzione la protezione solare con cui scegliete gli alimenti che portate in tavola.

Andrea Nicola

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