Dalla natura un rimedio efficace per la fotoprotezione
Con l’arrivo dell’estate cresce il desiderio di ottenere un’abbronzatura uniforme e luminosa. Esporsi al sole in modo corretto consente di raggiungere questo obiettivo senza compromettere la salute della pelle. È infatti ben documentato che un’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti (UV), soprattutto in assenza di un’adeguata protezione, può provocare danni cutanei immediati come eritemi, arrossamenti, edema e secchezza, oltre a un’alterazione della funzione di barriera della pelle.
Quando l’esposizione è ripetuta e prolungata nel tempo, in particolare ai raggi UVB e UVA, le conseguenze possono diventare più profonde e durature. Tra queste rientrano la perdita di elasticità, la disidratazione cronica, le iperpigmentazioni, il foto-invecchiamento precoce e, nei casi più gravi, un aumento del rischio di tumori cutanei, incluso il melanoma. Questi effetti sono ampiamente documentati dalla letteratura dermatologica e dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Come contrastare gli effetti dannosi dei raggi UV
La ricerca cosmetologica e dermatologica attinge spesso anche alla tradizione popolare per individuare nuovi principi attivi. Un esempio significativo è il Polypodium leucotomos, una felce tropicale utilizzata da secoli dalle popolazioni dell’America Centrale per il trattamento di disturbi infiammatori e affezioni cutanee.
Studi clinici hanno dimostrato che l’estratto di Polypodium leucotomos, assunto per via orale come integratore, può esercitare un’azione fotoprotettiva sistemica, contribuendo a ridurre il danno ossidativo indotto dai raggi UV, l’infiammazione cutanea e le reazioni da fotosensibilità, soprattutto nei soggetti più sensibili. È importante sottolineare che l’integrazione non sostituisce la protezione topica, ma rappresenta un supporto complementare.
Resta infatti fondamentale l’uso di creme solari ad alta protezione, sia per il corpo sia per il viso. Contrariamente a un diffuso falso mito, una protezione elevata (SPF 50), soprattutto nelle prime esposizioni, non impedisce l’abbronzatura, ma la rende più graduale e sicura. Questo vale non solo per i bambini, che necessitano di una protezione particolarmente attenta, ma anche per gli adulti. È noto che le ustioni solari in età infantile aumentano significativamente il rischio di melanoma in età adulta.
Un altro errore comune è pensare che i solari durino per l’intera giornata. In realtà, la protezione va riapplicata ogni due ore, e sempre dopo il bagno o in caso di sudorazione intensa, per mantenere l’efficacia del filtro.
Conclusione
Esporsi al sole in modo consapevole significa trovare un equilibrio tra beneficio e protezione. Un approccio corretto combina protezione solare adeguata, integrazione mirata nei soggetti più sensibili e rispetto dei tempi e delle modalità di esposizione. In questo modo è possibile ottenere un’abbronzatura sana, riducendo al minimo i rischi a breve e lungo termine per la pelle.