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Cure naturali per i nostri amici animali

Chi vive con un animale da compagnia ed è già sensibile all’uso di rimedi naturali per sé tende spesso a cercare soluzioni più dolci e meno invasive anche per il proprio cane o gatto, con l’obiettivo di limitare, quando possibile e su indicazione del medico veterinario, l’uso di farmaci di sintesi. In questo contesto si inserisce la fitoterapia veterinaria, una disciplina che studia l’impiego delle piante officinali negli animali, sia da compagnia sia da allevamento.

L’interesse per l’uso delle piante in ambito veterinario non è recente: numerosi studi di etologia e medicina comparata mostrano come molti animali, in natura, siano in grado di selezionare spontaneamente piante utili al proprio benessere, un comportamento noto come zoofarmacognosia.

L’osservazione della natura: animali e automedicazione

Uno degli esempi più noti è il gatto, che periodicamente ingerisce erbe spontanee per favorire l’eliminazione dei boli di pelo accumulati nello stomaco durante la toelettatura. Dopo l’ingestione, l’erba viene rigurgitata insieme ai succhi gastrici e al materiale indigeribile, svolgendo una funzione meccanica di “pulizia” gastrica.

Sempre nel gatto è ben documentata la reazione alla Nepeta cataria, comunemente chiamata erba gatta. Questa pianta contiene nepetalattone, una sostanza che agisce sui recettori olfattivi e induce un comportamento euforizzante e stimolante. Oltre all’effetto comportamentale, alla Nepeta vengono attribuite blande proprietà digestive e calmanti, sebbene l’uso terapeutico debba essere sempre valutato con cautela.

Anche i cani manifestano comportamenti simili, come l’ingestione di malva, pianta nota per le sue proprietà emollienti e lenitive a livello gastrointestinale. In natura, esempi ancora più evidenti di automedicazione si osservano nei primati, come gli scimpanzé che selezionano piante con attività antiparassitaria, o in alcune specie di uccelli che utilizzano foglie di tabacco nei nidi per le loro proprietà repellenti verso insetti e larve.

Le piante officinali in uso veterinario

Le piante utilizzate in fitoterapia veterinaria presentano proprietà analoghe a quelle osservate nell’uomo, ma cambiano in modo significativo dosi, modalità di somministrazione e indicazioni, che devono sempre essere adattate alla specie animale, al peso e alle condizioni di salute. Per questo motivo, l’uso di fitopreparati non dovrebbe mai prescindere dal parere del veterinario.

I preparati per uso orale vengono generalmente somministrati miscelandoli con il cibo o con l’acqua. Tuttavia, la base di ogni intervento naturale resta una alimentazione di qualità, possibilmente priva di contaminanti chimici e formulata con materie prime controllate. In alcuni mangimi e integratori veterinari vengono impiegati ingredienti di origine naturale come Ascophyllum nodosum, un’alga marina ricca di polisaccaridi e acidi grassi omega-3, studiata per il supporto della funzione gastrointestinale e del metabolismo.

Per sostenere le funzioni fisiologiche e contrastare i processi legati all’invecchiamento, in ambito veterinario vengono talvolta utilizzati integratori contenenti lievito di birra arricchito in selenio, utile per il suo ruolo antiossidante e per l’apporto di vitamine del gruppo B, oppure piante come rosmarino, alfalfa, genziana e tarassaco, tradizionalmente impiegate come tonici, digestivi e depurativi. Anche in questi casi, l’uso va considerato come supporto nutrizionale, non come sostituto di terapie mediche.

Aloe e animali da compagnia

Tra le piante più studiate rientra anche l’Aloe, in particolare Aloe vera e Aloe arborescens. In ambito veterinario, l’aloe è oggetto di interesse per le sue proprietà immunomodulanti, antiossidanti e antinfiammatorie, soprattutto per uso topico nel trattamento di ferite, irritazioni cutanee e dermatiti. L’uso orale, invece, richiede particolare attenzione, poiché alcune componenti possono risultare irritanti o lassative se non correttamente dosate.

Conclusione

La fitoterapia veterinaria rappresenta un interessante strumento complementare, basato sull’osservazione della natura e su un patrimonio di conoscenze tradizionali sempre più oggetto di studio scientifico. L’obiettivo non è sostituire la medicina veterinaria convenzionale, ma affiancarla, promuovendo uno stile di vita sano, un’alimentazione adeguata e un uso consapevole dei rimedi naturali, sempre nel rispetto della salute e del benessere dell’animale.

 

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