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Parliamo di colesterolo

Colesterolo: nemico o protagonista della salute?

Per molti anni il colesterolo è stato descritto come il principale responsabile delle malattie cardiovascolari. In realtà, il rischio di infarto e ictus dipende soprattutto da fattori ben noti come fumo, ipertensione, diabete, obesità e sedentarietà, mentre il ruolo del colesterolo va interpretato in modo più articolato.

Il colesterolo è una molecola indispensabile per la vita. È presente nelle membrane di tutte le cellule e contribuisce alla loro stabilità e funzionalità. Il cervello, in particolare, ne contiene quantità elevate, poiché il colesterolo è fondamentale per la trasmissione degli impulsi nervosi e il corretto funzionamento dei neuroni. Inoltre, rappresenta il precursore di numerosi ormoni steroidei, come cortisolo, estrogeni e testosterone, oltre che della vitamina D.

Proprio per la sua importanza biologica, l’organismo non possiede enzimi in grado di degradarlo completamente: il colesterolo viene invece riciclato più volte attraverso il circolo biliare ed eliminato in parte con le feci. La maggior parte del colesterolo presente nel sangue è prodotta dal fegato, mentre solo una quota minore deriva direttamente dall’alimentazione.

Colesterolo totale, HDL e rischio cardiovascolare

Quando si valutano gli esami del sangue, il valore del colesterolo totale da solo non è sufficiente per stimare il rischio cardiovascolare. È molto più significativo osservare il rapporto tra colesterolo totale e colesterolo HDL, spesso definito “buono” perché coinvolto nel trasporto del colesterolo in eccesso dalle arterie al fegato, contribuendo a limitare i processi di aterosclerosi.

In generale, un rapporto colesterolo totale/HDL pari o inferiore a 4,5 nelle donne e 5 negli uomini è considerato indicativo di un profilo lipidico favorevole, anche in presenza di valori assoluti di colesterolo totale relativamente elevati.

Cosa fare in caso di colesterolo alto

In presenza di valori alterati, l’intervento deve essere globale e non limitarsi a un singolo aspetto. Sul piano alimentare, è utile privilegiare cibi che favoriscono un miglior equilibrio lipidico, come cereali integrali, avena, legumi, frutta e verdura di stagione, insieme a fonti di grassi insaturi come noci e pesce azzurro.

Il recupero del peso forma e la pratica regolare di attività fisica aerobica moderata (camminata, bicicletta, nuoto) hanno un impatto positivo sia sui livelli di colesterolo sia sulla sensibilità all’insulina. Anche il controllo della glicemia è fondamentale, poiché l’iperglicemia è spesso associata a un abbassamento dell’HDL e a un aumento delle lipoproteine più aterogene.

Fitoterapia e integratori: un supporto da valutare

In ambito fitoterapico, il riso rosso fermentato è uno degli integratori più studiati per il controllo del colesterolo. Deriva dalla fermentazione del riso con il lievito Monascus purpureus e contiene monacoline, sostanze in grado di ridurre la sintesi epatica del colesterolo con un meccanismo simile a quello delle statine. Proprio per questa ragione, gli integratori a base di riso rosso fermentato devono essere utilizzati solo sotto controllo medico e mai in associazione alle statine.

Spesso questi prodotti vengono abbinati ad altre sostanze naturali, come l’estratto di carciofo, che favorisce l’eliminazione del colesterolo attraverso la bile, la Gymnema, utile nel controllo glicemico, e il Coenzima Q10, un potente antiossidante che supporta la salute delle membrane cellulari e delle lipoproteine.

In conclusione

Il colesterolo non è un nemico da eliminare, ma una molecola essenziale da mantenere in equilibrio. La valutazione del rischio cardiovascolare deve sempre considerare il contesto generale della persona, lo stile di vita e la proporzione tra le diverse frazioni lipidiche. Un approccio integrato, basato su alimentazione, movimento e monitoraggio medico, resta la strategia più efficace e sicura.

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