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Fitoalpidol®: quando la montagna diventa ricerca

Intervista al dott. Andrea Nicola, farmacista

Nel panorama della fitocosmesi contemporanea, l’interesse verso gli estratti alpini e le loro potenzialità è in costante crescita. Fitoalpidol® si inserisce in questo contesto come risultato di un percorso di ricerca farmaceutica che unisce tradizione botanica e innovazione tecnologica. Nato dallo studio delle piante officinali alpine e dallo sviluppo di metodi estrattivi avanzati, rappresenta un esempio di come la ricerca possa contribuire a valorizzare la complessità della materia vegetale in ambito cosmetico.

Ogni brevetto racconta una storia. Quella di Fitoalpidol® nasce in Valle d’Aosta dall’incontro tra esperienza farmaceutica, ricerca sulle piante officinali alpine e sviluppo di nuove tecnologie estrattive. In questa intervista il dott. Andrea Nicola ripercorre le tappe che hanno portato alla realizzazione del brevetto e spiega perché, nella fitocosmesi contemporanea, il metodo può essere importante quanto la materia prima.

Dottor Nicola, come nasce Fitoalpidol®?

Non nasce da un’intuizione improvvisa, ma da una domanda che mi accompagna da molti anni.

Nella pratica quotidiana del farmacista si lavora spesso con estratti vegetali, dando quasi per scontato che il loro valore dipenda esclusivamente dalla pianta di origine. A un certo punto ho iniziato a chiedermi se non fosse altrettanto importante comprendere come quella pianta viene estratta e quali scelte tecnologiche accompagnano l’intero processo.

Da questa riflessione è nato un progetto di ricerca che, nel tempo, ha portato allo sviluppo e al brevetto di Fitoalpidol®. Più che cercare una nuova pianta, volevo sviluppare un nuovo modo di interpretare l’estrazione delle piante officinali alpine.

Perché ha scelto Arnica montana e Imperatoria?

Sono due specie che appartengono al patrimonio botanico alpino e che hanno suscitato il mio interesse per la ricchezza della loro composizione fitochimica.

La scelta non è stata dettata dall’idea di associare due ingredienti, ma dalla volontà di costruire un percorso di ricerca. Fitoalpidol® non nasce dalla semplice unione di due estratti: nasce dallo studio del processo che consente di ottenere un complesso fitobotanico attraverso un approccio estrattivo progettato in ogni sua fase.

Quindi il brevetto riguarda soprattutto il metodo?

Esattamente.

Quando si parla di ricerca sulle piante officinali si tende a concentrare l’attenzione sulla specie botanica. Io ritengo che il metodo meriti la stessa attenzione.

Ogni scelta tecnologica influenza il risultato finale. Per questo motivo il brevetto Fitoalpidol® tutela un percorso progettuale che integra conoscenze botaniche, tecnologia estrattiva e competenze farmaceutiche in un unico sistema.

Quale ruolo hanno avuto i solventi eutettici naturali?

Hanno rappresentato uno degli elementi centrali del progetto.

Abbiamo scelto di studiare i solventi eutettici naturali perché offrono nuove possibilità nell’ambito dell’estrazione vegetale. Per noi non si è trattato di seguire una tendenza, ma di individuare strumenti coerenti con l’obiettivo della ricerca: progettare un processo capace di accompagnare la materia vegetale durante l’estrazione con un approccio scientifico e tecnologico rigoroso.

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